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Investire in azioni di auto elettriche

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Investire in azioni di auto elettriche

Boomerang sull’automotive: il parlamento europeo ha votato in favore del divieto della vendita dei modelli termici dal 2035. Se da un lato è vero che la Norvegia, con il suo 90% di auto elettriche, non ha nulla da temere, dall’altro è anche vero che per il vecchio continente quella dell’auto elettrica è una vera e propria rivoluzione . Gli Stati Uniti non sono da meno: Biden vuole il 50% di auto “pulite” entro la fine del decennio.

Mentre i produttori tradizionali sgomitano per farsi spazio in un mercato che si sforza di avviare la transizione, i nuovi attori (in particolare quelli asiatici) premono l’acceleratore su quest’opportunità senza precedenti. Da questa cornice affiora il ritratto di un intero settore che prova a reinventarsi.

Stazioni di ricarica veloci, gigafactory, batterie solide: la corsa agli investimenti tra i big brand è ormai aperta. Quali sono, dunque, le opportunità che potresti aggiungere al tuo portafoglio, oltre che al tuo piano di accumulo?

Auto elettrica: le vendite accelerano

1.200.000: secondo l’azienda specializzata Matthias Schmidt, questo sarebbe il numero di modelli 100% elettrici venduti in Europa occidentale nel 2021, con un aumento annuale del 64%. Una performance tutt’altro che trascurabile per un mercato automobilistico che in europa è ancora a mezz’asta. Gli analisti prevedono che, in questa area geografica, la quota di mercato dell’elettrico sarà del 65% entro la fine del decennio (contro il 12,8% del primo trimestre 2022).

Un’altra statistica che illustra il crescente aumento dei veicoli elettrici (e ibridi) nella flotta automobilistica globale è quella di Bloomberg. Ogni 3 secondi viene venduto un nuovo modello, ovvero un milione di unità in più al mese, che vanno ad aggiungersi a uno stock stimato di 20 milioni di veicoli a batteria in tutto il mondo.

In sei anni, questa cifra è cresciuta di 20 volte! La Cina fa da locomotiva, con il 46% dei modelli venduti, davanti a Europa (34%) e Stati Uniti (15%). E questo movimento dovrebbe aumentare: dopo 6,6 milioni di vendite nel 2021 (10% di quota di mercato), gli analisti prevedono 20,6 milioni di vendite annuali (23%) in tutto il mondo a partire dal 2025.

Grandi investimenti nella mobilità elettrica

Conseguenza diretta: nel 2021 sono stati investiti circa 273 miliardi di dollari in mobilità elettrica, in crescita del 77% rispetto all’anno precedente. Si tratta della seconda voce di spesa legata alla transizione energetica, dietro agli investimenti nelle energie rinnovabili. Gli esperti prevedono anche quest’anno un’inversione di classifica, legata alla crescita esponenziale della mobilità elettrica.

Stazioni di ricarica, batterie, produttori storici e nuovi arrivati nel mercato delle auto elettriche: quali sono le quote legate alla mobilità elettrica in borsa?

Produttori di auto elettriche quotati

Tesla. La storia di Tesla potrebbe essere riassunta in una cifra, quella dell’aumento del prezzo delle sue azioni: +23.000% in 12 anni. Ma al di là della sua storia hollywoodiana, l’anno scorso l’azienda ha generato profitti per 5,5 miliardi di dollari, secondo EY. Con un margine operativo del 12,1% nel 2021, l’azienda è un leader nel settore automobilistico.

  • L’azienda sta cominciando a raccogliere i frutti della sua diversificazione geografica e del suo modello di business verticale, che va dalla produzione di batterie alla commercializzazione di modelli, compreso il funzionamento della propria rete di ricarica, che la rende meno dipendente dei suoi concorrenti di fronte delle varie carenze che interessano il settore. Ad esempio, l’azienda sta moltiplicando i contratti per assicurarsi la fornitura di litio e nichel, due metalli essenziali per la produzione di batterie e i cui prezzi stanno esplodendo.
  • Tra i tanti neo-costruttori asiatici, i cinesi NIO e Xpeng Motors sono tra i primi. I due produttori hanno venduto ciascuno più di 90.000 veicoli in tutto il mondo nel 2021. Attingendo alla loro esperienza nel mercato cinese, il più grande mercato automobilistico del mondo, stanno lanciando un assalto al mercato europeo e sono acclamati dagli analisti. Questi ultimi prevedono un aumento delle vendite del 57% quest’anno (78% nel 2023) per NIO e del 60% (88% nel 2023) per Xpeng.

Produttori di stazioni di ricarica quotati

La proliferazione di modelli elettrici fa il gioco dei fornitori di stazioni di ricarica, in particolare di terminali veloci. Mentre il green deal europeo “Fit for 55” imporrà un terminal veloce ogni 60 km entro 3 anni e l’associazione dei costruttori europei richiede 6,8 milioni entro il 2030, vale a dire 14.000 nuove colonnine giornaliere. Quali sono i produttori di colonnine per auto elettriche quotate in borsa?

  • Fastned. Start-up olandese specializzata in stazioni di ricarica ultraveloci (ricarica completa in una ventina di minuti), questa società è un player serio. Quotata in borsa nel 2019, ha raccolto 150 milioni di euro nel 2021. Vanta 200 stazioni operative in Europa. Secondo gli analisti, i suoi ricavi dovrebbero raggiungere i 34 milioni di euro quest’anno (contro i 12 milioni del 2021), i 66 milioni l’anno prossimo e i 124 milioni nel 2023.
  • TotalEnergies. Il colosso petrolifero francese è in piena trasformazione. L’azienda ha investito 200 milioni di euro per equipaggiare le sue 200 stazioni di servizio francesi e installerà 4.400 stazioni di ricarica in Belgio.
  • La sua concorrente britannica Shell si è unita alle storiche case costruttrici Volkswagen, Bmw, Mercedes-Benz e Ford Motor nel consorzio Ionity, affiancata dall’asset manager Blackrock, che ha messo sul tavolo 700 milioni di euro. Questi attori mirano a costruire e gestire 1.000 stazioni e 7.000 stazioni di ricarica ad alta potenza nei prossimi tre anni.

Produttori di batterie per auto elettriche quotati

Percorrere 1000 chilometri senza ricaricare? Questa è l’audace scommessa del Gruppo Mercedes-Benz, che punta su batterie solide. Posto che, secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), nel 2021 la domanda di batterie sarebbe raddoppiata, questa tecnologia, che consente di raddoppiare l’autonomia dei modelli elettrici, diventa il Santo Graal dell’industria automobilistica.

  • QuantumScape. Fondata nel 2010 e poi quotata in borsa nel 2020, la specialista delle batterie allo stato solido annovera tra i suoi investitori un certo Bill Gates, così come Volkswagen, casa che ci ha investito 300 milioni di dollari. Sostiene una tecnologia in grado di aumentare l’autonomia dei veicoli dell’80% rispetto alle batterie convenzionali (ioni di litio) e potrebbe fornire i modelli del marchio tedesco dal 2025. Posto che si risparmia il litio, le batterie solide consentirebbero anche di ridurre i costi di produzione (la batteria può rappresentare fino al 40% del costo di un veicolo elettrico).

Dove sono i produttori tradizionali?

  • Stellantis. La casa franco-italiana, nata dalla fusione tra Peugeot-Citroën e Fiat-Chrysler, punta a trasformare tutta la sua flotta in veicoli elettrici (5 milioni di veicoli) entro il 2030, e entro il 2026 in Europa. Con 136.000 veicoli elettrici venduti nel primo semestre nel vecchio continente (+50% anno su anno), il gruppo si è piazzato al secondo posto in Europa in quest’area. Molto redditizia, l’azienda ha investito pesantemente in fabbriche di batterie, in particolare collaborando con Mercedes e Total Energies in Europa (i 3 gruppi sono uniti sotto l’entità Automotive Cells Company).
  • Anche se indietro rispetto a Tesla a livello globale (452.900 modelli elettrici venduti nel 2021, contro i 936.000 dell’azienda di Elon Musk), Volkswagen rimane il leader europeo in questo settore. La Casa tedesca si prepara anche ad accelerare la transizione elettrica portando Porsche in borsa entro la fine dell’anno. I ricavi attesi da questa operazione (da 15 a 20 miliardi di euro) alimenteranno il piano di investimenti del gruppo da 70 miliardi di euro per l’elettrificazione del gruppo, che prevede di controllare 6 megafabbriche di batterie entro il 2030 per equipaggiare 3 milioni di veicoli ogni anno.
  • Renault, o presto Ampère. Questo è infatti il nome della futura entità totalmente dedicata alle auto elettriche del gruppo. Dovrebbe essere quotato separatamente in borsa a partire dall’autunno del 2023, per aiutare il marchio a raggiungere il suo obiettivo di produzione elettrica al 100% entro il 2030. L’azienda sta moltiplicando le partnership per il controllo della catena del valore, in particolare con Valeo per i motori o la tedesca Vitesco Technologies per i quadri elettrici.

Potremmo citare anche il gruppo tedesco BMW, il quale punta alla produzione 100% elettrica per il suo marchio di city car 3 porte MINI dal 2030, e ha investito 135 milioni di dollari con Ford Motor in Solid Power (batterie solide). Già pioniere nei veicoli a idrogeno, Toyota Motor, produttore leader mondiale per numero di veicoli venduti, punta al 90% dei modelli elettrici entro il 2025.

Infine, il gruppo americano Ford Motor si prepara a seguire lo stesso modello split elettrico-termico di Renault e intende vendere 2 milioni di veicoli elettrici in tutto il mondo a partire dal 2026. Per raggiungere i suoi obiettivi, il gruppo ha annunciato un piano quinquennale di 50 miliardi di dollari dedicati all’elettrificazione. Inoltre, la società beneficia anche del credito d’imposta americano di 7.500 dollari per qualsiasi acquisto di un modello elettrico oltre Atlantico.

Proprio come General Motors, che produrrà solo veicoli elettrici nel 2035. Il gruppo di Detroit prevede di vendere 1 milione di veicoli entro il 2025 e ha investito 35 miliardi di dollari in questa trasformazione strategica.

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  Tutti i dati sono aggiornati al 14/09/2022

Tutti i punti di vista, le opinioni e le analisi presentati in questo articolo non devono essere considerati consigli di investimento personale e gli investitori al dettaglio dovrebbero prendere le proprie decisioni o chiedere una consulenza indipendente. Questo articolo non è stato redatto in conformità con i requisiti legali volti a promuovere la ricerca indipendente sugli investimenti ed è considerato comunicazione di marketing.

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