Nuove energie: semaforo verde!

26 azioni, 2 ETF

  • Green Plains
  • Solaredge Technologies
  • Ballard
  • Canadian Solar
  • Sunrun
  • Sunpower
  • First Solar
  • Cheniere Energy
  • NextEra Energy
  • Enphase Energy
  • Neoen
  • Iberdrola
  • Clearway Energy
  • FuelCell energy
  • Jinko Solar
  • Sunnova Energy International
  • Encavis
  • Hannon Armstrong Sustainable Infrastructure Capita
  • Nordex
  • Verbund
  • Daqo New Energy
  • Renewable Energy Group
  • Acciona
  • Technip Energies
  • Siemens Gamesa Renewable Energy
  • SMA Solar Technology
  • Global Clean Energy ETF (iShares)
  • New Energy ETF (Lyxor)
Investimenti tematici

Nuove energie: semaforo verde!

Lo sapevi che l’Islanda, con una produzione pari all’84% del suo consumo lordo, è il Paese europeo più avanzato in termini di energia verde. In che anno sarà raggiunta dai suoi vicini?

La consapevolezza ambientale globale, così come l’esposizione della dipendenza europea dagli idrocarburi russi, hanno messo sotto i riflettori le energie verdi. Ai quattro angoli del pianeta si moltiplicano i massicci piani di investimento per la transizione energetica.

E un mercato in crescita generalmente fa rima con opportunità di investimento. Leggi il resto di questo articolo per saperne di più su come investire in tecnologie ed energia verdi per l’oggi e il domani.

Panoramica del mercato dell’energia verde

Mentre gli esperti dell’AIE (Amministrazione di Informazione Energetica) prevedono un aumento del 50% del fabbisogno energetico globale entro il 2050, tutti i paesi firmatari degli accordi di Parigi si sono impegnati a raggiungere la carbon neutrality, dando un posto d’onore alle energie alternative.

Ma cosa sono esattamente le energie verdi? Questo concetto riunisce tutte le tecnologie che consentono di sostituire i combustibili fossili con fonti rinnovabili. Ciò include le energie rinnovabili “classiche”, ossia solare, idraulica, eolica, geotermica, biomasse e biocarburanti, ma anche altre tecnologie come l’idrogeno verde.

Secondo uno studio di Bloomberg New Energy Finance, gli investimenti globali nella transizione energetica sono aumentati del 27% nel 2021, fino a raggiungere i 755 miliardi di dollari, di cui quasi la metà (366 miliardi) in energie rinnovabili (+6,5%). E queste cifre dovrebbero aumentare: l’obiettivo della carbon neutrality nel 2050 richiede una triplicazione di tali investimenti entro il 2025.

Spesa pubblica: il valzer dei miliardi

Tra i governi crescono quindi le spese per finanziare la transizione energetica. Dopo il massiccio piano di investimenti di Joe Biden, ratificato nel novembre 2021 e avente ad oggetto ben 65 miliardi di dollari destinati alla ricerca e agli investimenti nelle energie verdi negli Stati Uniti, anche l’Europa ha ingranato la marcia.

In Francia, il recentemente rieletto Emmanuel Macron si è impegnato in campagna elettorale a destinare altri 10 miliardi di euro all’anno alla transizione energetica, mentre la Germania, altamente dipendente dagli idrocarburi russi, ha alzato notevolmente i suoi obiettivi in termini di produzione di energia verde, puntando a una produzione pari all’80% del consumo lordo di elettricità entro il 2030 (contro il 65% di prima) e al 100 % nel 2035!

La tecnologia climatica è in auge

Non manca il settore privato: il settore “climate-tech” ha raccolto 111 miliardi di dollari nel 2021 sui mercati finanziari, di cui 53,8 nel campo dell’energia. Sul versante delle start-up, Lhyfe, il numero uno francese nell’idrogeno verde, si prepara alla quotazione in borsa.

E investire in questo settore può dare i suoi frutti: anche se la performance dei titoli di energia verde, misurata dall’indice Bloomberg Goldman Sachs Clean Energy, ha prodotto risultati inferiori all’indice MSCI World nel 2021, si attesta comunque a +112% negli ultimi due anni!

Produttori e fornitori crescono esponenzialmente

Ecco un elenco non esaustivo di aziende del settore ad alta crescita in cui puoi investire con BUX Zero:

  • Canadian Solar: Sebbene sia stata scossa in borsa nel mese di aprile, con un ribasso del prezzo del 23%, l’azienda canadese specializzata nella produzione di moduli fotovoltaici ha ancora dei buoni fondamentali. Le sue entrate sono aumentate del 47% e i suoi utili per azione (EPS) sono aumentati del 255% nel quarto trimestre del 2021 anno su anno. La società ha anche alzato le previsioni di vendita per il 2022. Secondo i suoi vertici, il fatturato dovrebbe essere tra 7 e 7,5 miliardi di dollari, un importo in linea con le previsioni degli analisti (+36,9% a 7,23 miliardi di dollari), con un EPS che dovrebbe aumentare del 60%.
  • Solaredge Technologies: Quotata al NASDAQ dal 2015, l’azienda israeliana è specializzata anche nella produzione di pannelli fotovoltaici. Ha visto i suoi ricavi aumentare del 62%, così come il suo EPS (+9%) su base annuale nel primo trimestre del 2022. La società non ha fatto previsioni per l’intero anno 2022, ma gli analisti credono nel suo potenziale: prevedono un aumento del fatturato del 52% (a 2,98 miliardi di dollari) e un incremento dell’EPS pari al 37%.
  • Daqo New Energy: Un altro attore nel settore del fotovoltaico, la società cinese quotata sul NYSE produce polisilicone, sfruttando così appieno la svolta di 180 gradi compiuta dalla Cina nel campo della transizione energetica. Nel primo trimestre del 2022, i suoi ricavi sono aumentati del 400% e il suo EPS è aumentato del 562% anno su anno. Cifre stratosferiche che hanno incoraggiato gli analisti. Per quest’anno si prevede un forte aumento del fatturato: +83,9% a 1,68 miliardi di dollari. L’EPS dovrebbe aumentare del 68%.
  • NextEra Energy: L’azienda americana è il più grande produttore di energia rinnovabile (solare ed eolica) al mondo. Oppressa dal mercato azionario da inizio anno (-23%), il suo EPS è comunque aumentato del 10% nel primo trimestre del 2022. Regge anche l’ottimismo degli analisti: questi ultimi prevedono un aumento degli utili del 24% quest’anno, pari a 21,29 miliardi di dollari e un aumento dell’EPS del 10%.
  • Neonen: Più generalista e recente (2008) dei colossi sopra citati, la società francese quotata in borsa nel 2018 è un produttore indipendente di energie esclusivamente rinnovabili (solare, eolico e storage). Nel primo trimestre del 2022 il gruppo ha visto crescere il proprio fatturato del 36%. Gli analisti prevedono un aumento del fatturato del 29% quest’anno, corrispondente a 430 milioni di euro, e un aumento dell’EPS pari al 60%.

Infine, seppur per paradosso, potremmo citare alcuni colossi dell’industria petrolifera come TotalEnergies e Shell, i quali, attraverso massicci investimenti, sono impegnati in un’intensa corsa alle energie rinnovabili.

Come rendere ecologico e diversificare il tuo portafoglio con gli ETF?

Non sai che società scegliere? Ci sono due ETF che ti permettono di investire in dozzine di attori del settore contemporaneamente: Global Clean Energy ETF (iShares) e New Energy ETF (Lyxor). In questo modo puoi prendere due piccioni con una fava, rendendo verde e diversificando il tuo portafoglio. Per saperne di più, puoi consultare questo articolo.

Suggerimento: non esitare ad aggiungerli al tuo piano di investimento.

Se vuoi saperne di più su questi titoli ed ETF legati all’energia verde, vai ai loro profili nell’app BUX Zero!

Tutte le opinioni e le analisi espresse in questo articolo non devono essere considerate come consigli di investimento personali e ogni investitore dovrebbe prendere le proprie decisioni individuali o chiedere una consulenza indipendente. Questo articolo non è stato redatto in conformità con i requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca sugli investimenti ed è considerato una comunicazione di marketing.

Caricamento in corso